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Teoria del flogisto
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La mwcwteoria del flogisto sulla mwdacombustione dei materiali è una teoria elaborata nel mwdqXVII secolo con l'intento di spiegare i processi di mwdgossidazione e combustione, successivamente smentita e abbandonata dopo che fu resa pubblica la mwdwlegge della conservazione della massa di mweaAntoine Lavoisier.cite-ref-lamendola-1-0[1]
La teoria sosteneva che i materiali combustibili ed i mwfgmetalli arroventati si trasformassero in "mwfwcalci" (oggi si direbbe semplicemente che si ossidano) producendo durante il processo di combustione o di mwgacalcinazione, appunto il "flogisto", un misterioso mwgqprincipio di mwgginfiammabilità o mwgwprincipio mwhasolforoso.
Tale teoria di un mwigprincipio di infiammabilità fu elaborata inizialmente dal chimico tedesco mwiwJohann Joachim Becher (1635–1682), e successivamente sviluppata e formulata dal connazionale mwjaGeorg Ernst Stahl (1660–1734), grande medico appassionato di mwjqchimica, che nel 1697 la propose nel suo libro mwjgZymotechnia fundamentalis sive fermentationis theoria generalis (trad.: mwjwZimotecnia fondamentale ovvero teoria generale della fermentazione).cite-ref-stahl-2-0[2]
Contents
• Teoria
• Note
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Teoria
Nel 1667 mwlwJohann Joachim Becher pubblicò mwmaPhysica subterranea in cui al posto dei mwmqquattro elementi classici prendeva in considerazione tre tipologie di mwmgterra: mwmwlapidea, mwnafluida e mwnqpinguis: quest'ultima conferiva quelle proprietà oleose, solforose o combustibili, che il suo allievo mwngStahl attribuirà al concetto di flogisto.
Secondo la mwoachimica moderna la combustione può essere schematizzata come segue:
Nella teoria del flogisto invece si proponeva:
Secondo Stahl tutte le sostanze che bruciano sono ricche di mwtqflogisto (dal termine mwtggreco mwtwφλόξ, -ογός indicante mwuamwuqfiamma). Egli riteneva che i metalli fossero ricchi di flogisto mentre le calci, gli attuali ossidi, ne fossero privi. Le fasi salienti della sua teoria erano le seguenti:
1. ogni materiale infiammabile contiene flogisto;
2. quando una di tali sostanze brucia, perde la sua componente flogistica;
3. il mwvgfuoco determina il rapido passaggio del flogisto all'esterno della sostanza.
Questa teoria ebbe molto successo perché permetteva di spiegare l'ottenimento dei metalli dalle calci. Il carbone, ricco di flogisto, ne donava durante la combustione alla calce, l'mwwaossido, che si trasformava in mwwqmetallo. L'mwwgaria aveva un'utilità indiretta in quanto serviva da mediatore, catturava il flogisto in uscita dalla legna per passarlo alla calce, sicché tra il metallo e il flogisto s'affermava la seguente relazione:
La relazione che Stahl individuò, tra mwyqossigeno e flogisto, è la seguente:
• aggiungere ossigeno = togliere flogisto
• togliere ossigeno = aggiungere flogisto
Nel mwbwXVII secolo la transizione tra mwcaalchimia e mwcqscienze chimiche vere e proprie era ancora in corso; molti concetti oggi ritenuti scontati, quali mwcgpressione, mwcwtemperatura o mwdafasi della materia, non erano ancora affatto compresi.
Nonostante sia oggi riconosciuta come priva di fondamento, la teoria del flogisto per un certo tempo fornì un'ipotesi di lavoro capace in apparenza di spiegare molti fenomeni naturali, e diede un forte contributo allo sviluppo della mwfapratica chimica in Germania.cite-ref-stahl-2-1[2]
mwggKant ad esempio la prese a modello di una concezione scientifica assodata:
«Quando Stahl trasformò dei metalli in calce e quest'ultima di nuovo in metallo, sottraendo e restituendo qualcosa a tali corpi, in questi casi tutti i ricercatori della natura furono colpiti da una luce.»
(Critica della ragion pura, prefazione alla seconda edizionecite-ref-4[4])
Non stupisce quindi che la teoria del flogisto apparisse allora così chiara e perfetta da essere catalogata come una delle più grandi scoperte dell'epoca, rimanendo nella mente e nelle teorie dei chimici per quasi un secolo, nonostante vi fossero comunque alcune autorevoli opinioni decisamente critiche come quelle del medico olandese mwiqHermann Boerhaave (1668-1738). Egli giustamente rilevava che la teoria del flogisto era in contraddizione con l'aumento di peso delle calci (se il metallo perdeva flogisto la calce avrebbe dovuto essere più leggera): per salvare la teoria da queste osservazioni vi fu persino chi ipotizzò un "peso negativo" del flogisto, oppure una leggerezza dell'aria subentrata al suo posto.cite-ref-lamendola-1-1[1]
Già nel 1753 mwjwMikhail Lomonosov dimostrò l'infondatezza di tali idee, ma fu solo nel 1789 che mwkaAntoine-Laurent Lavoisier con l'enunciazione della mwkqlegge della conservazione della massa, all'interno del "Traité élémentaire de Chimie", fu in grado di confutare in maniera chiara questa teoria.cite-ref-5[5]
Note
cite-note-lamendola-11. ↑ mwngFrancesco Lamendola, mwnwmwoaL'epoca del flogisto è una tappa centrale nella storia della chimica, su mwoqariannaeditrice.it, 2011.
cite-note-stahl-22. ↑ citereftreccani-stahlmwpwmwqaStahl, in mwqqTreccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-33. ↑ citereftreccani-flogistomwrqmwrgFlogisto, in mwrwTreccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-44. ↑ mwswGiorgio Jules Mastrobisi, mwtamwtqKant e il flogisto, Academia.edu.
cite-note-55. ↑ Andreina Post Baracchi, Alma Tagliabue, mwuqChimica, Lattes, 1997. ISBN 88-8042-083-6
Bibliografia
• Sebastiano Liberali, mwvgSulla condizione flogistica della mania pellagrosa e della pellagra in generale, Milano: Società tipografica de' classici italiani, 1831.
• mwwa(FR) Antoine Lavoisier, mwwqRéflexions sur le phlogistique, pour servir de suite à la théorie de la combustion et de la calcination, publiée en 1777, Académie royale des sciences, 1786; trad. it. mwwgSulla combustione de' corpi nell'aria atmosferica e nella deflogisticata, Milano: Marelli, 1881.
• Sandra Tugnoli Pattaro, mwxqLa teoria del flogisto: alle origini della rivoluzione chimica, CLUEB, 1983.
• mwxwAntoine-Laurent Lavoisier e Pierre-Simon de La Place, Memoria sul calore, a cura di Antonio Di Meo, Roma, Edizioni Teknos, 1995.
• mwyqFrancesco Lamendola, L'epoca del flogisto è una tappa centrale nella storia della chimica, su ariannaeditrice.it, 2011.
• mwywGiorgio Jules Mastrobisi, Kant e il flogisto, Academia.edu.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• mw1aFlogisto, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.